BIOGRAFIA

Roberto Dragoni indaga il rapporto tra organicità e artificio, immergendo la figura umana — sia essa dipinta o scolpita — in una natura profondamente trasformata dal progresso.

Originario di un borgo toscano quasi dimenticato, Dragoni sviluppa una ricerca estetica sospesa tra Rinascimento e arte giapponese. La sua visione artistica viene segnata indelebilmente dal disastro di Fukushima del 2011, vissuto in prima persona durante un periodo di studio a Tokyo.”

Spinto dal desiderio di indagare l’impatto del progresso sull’uomo, decide di ritirarsi dalla contemporaneità occidentale: dal 2020 vive per cinque anni in una comunità autoctona dell’Hokkaido. Il contatto profondo con i nativi risveglia in lui una nuova consapevolezza sul legame tra l’essere umano e il suo habitat, portandolo a riflettere sulla sottile linea che separa l’evoluzione dall’addomesticamento.

Dopo l’esordio d’eccellenza con il premio “Tito Conti” e la monografica Folia presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, l’artista ha proiettato la sua ricerca in un dialogo costante tra Italia e Giappone, costellato di ritiri nelle foreste di Hokkaido. Questa sinergia culturale si è consolidata nel tempo attraverso la collaborazione con Spazio Seme e Ishii Production per la rassegna Clima, alternando la personale Spirito e la mostra Fabrica ad Arezzo alle esposizioni alla galleria Diginner di Tokyo.