OPERE

LA SACRALITÁ DELLA FERITA

Indago la Mutazione Antropologica ed Ecologica, fotografando i momenti di transizione e di violazione indotti dall’uomo moderno sul corpo, sul paesaggio e sul regno animale. Esploro l’alienazione dell’essere umano che abdica alla natura biologica per i codici digitali, il collasso dell’umanità urbana nelle megalopoli e la svalutazione della vita animale e classica, simboli di un’umanità ferita dal progresso.

Pittore, scultore e decoratore, reagisco alle contraddizioni del presente attraverso un’Alchimia Inversa dei materiali. Contamino l’accademia — pittura a olio e disegno anatomico — con materiali e processi dell’artigianato industriale: resine epossidiche, polistirene, ferro, supporti sintetici. Inglobo, sigillo e cristallizzo l’organico nell’artificiale. Dalla carta resa marmo al selfie digitale intrappolato nella plastica, la resina lucida vetrifica il presente e crea una superficie che obbliga lo spettatore a confrontarsi con le proprie alienazioni.

La mia arte è un atto etico e politico, un diario visivo e critico della contemporaneità che rivendica fragilità e resistenza. Contro la finzione della perfezione, dell’efficienza e della standardizzazione, il mio lavoro celebra la ferita, il frammento e la deformazione, fino al collasso strutturale. Uomini, animali e paesaggi abitano un unico Bestiario contemporaneo: organismi vulnerabili che difendono una scintilla di dignità biologica all’interno della gabbia tecno-artificiale che abbiamo costruito.

GEISHAS
HUMAN
FABRIC
FUKUSHIMA MON AMOUR
EMERAL GARDEN
BESTIARY
STATUARY
LANDSCAPE